Articolo pubblicato in dicembre sulla rivista specializzata in Viaggi e Degustazioni: Viaggia L'italia.
Lungo i sentieri di
Agerola
Sui monti Lattari, un percorso gastronomico di montagna e di
mare
al sole della
Campania
Verde giardino di montagna, con uno sguardo al mare blu profondo della penisola
Sorrentina e uno ai Monti Lattari, Agerola è un crocevia di sentieri antichi e
moderni, itinerari veri o immaginari del gusto, dell'arte e della natura. E
la sua storia passa proprio lungo questi sentieri, tra i quieti pascoli e le
scogliere impervie, attraverso miti, leggende e frammenti di vita vissuta. E'
qui che si produce un latte molto salutare, come amava definirlo Galeno;
qui si lavora il Fior di Latte, formaggio fresco d'antica tradizione, e il
Provolone del Monaco Dop, un semiduro a pasta filata, stagionato. I sentieri del
latte si incrociano con quelli del pane, dei taralli, dei salumi, dell'olio
extravergine, dei vini, degli dei e delle fate...in un connubio di immagini e
sapori indimenticabili.
SENTIERI DI TERRA E DI COSTA
Il nome Agerola deriva molto probabilmente da ager che significa campo, in
latino, e si riferisce a quei piccoli lembi di terra che i primi abitanti
sottrassero alla montagna per destinarli alle coltivazioni agricole. Forte del
clima mite, della fertilità del suolo, dei boschi e dei pascolo d'alta quota,
l'economia di Agerola si basa ancora sui prodotti della terra e
dell'allevamento; i numerosi campi a terrazza rendono praticabile la
coltivazione sui pendii dei monti Lattari oggi come nell'antichità. Il paese
è fatto di piccole frazioni ravvicinate ed è adagiato su di un altopiano verdissimo, ad
appena
650 metri
s.l.m. Il suo paesaggio però è
tipicamente alpino, sia d'inverno che d'estate, con i castagneti ed i frutteti,
i prati ed i boschi, con i tetti spioventi dalle graziose tegole rosse di
Pianillo, Bomerano, Campora e San Lazzaro, i sette campanili di graziose
chiesette di campagna, il profumo di legna che arde. Vi regna una sovrana
tranquillità. Ma basta volgersi a sud, guardare verso il mare, per sprofondare
nella vertigine della Costiera Amalfitana, con le sue strade sinuose a seguire
la costa, straordinaria, paesaggio unico al mondo per bellezza e mistero. Dal
Parco Corona di Bomerano si apre un magnifico panorama sul fiordo di Furore; dal
Castello Lauritano di San Lazzaro, i cui ruderi si trovano appena un po' più
in alto rispetto alle case, si può godere del doppio spettacolo di Amalfi e di
Ravello. Provate ora a percorrere il bel viale che parte dalla chiesa di San
Lazzaro: camminando tra il mare e la verde conca di Agerola si giunge in pochi
minuti al parco della Colonia Montana, una ex riserva che nell'Ottocento
apparteneva al Generale Avitabile, da cui si abbraccia tutta
la Costiera. Gli
appassionati possono intraprendere sentieri storici, noti in tutto il mondo
perché di eccezionale interesse naturalistico: il Sentiero degli Dei,
la Valle
delle Ferriere, l'Alta via dei Monti Lattari.
SENTIERI DEL LATTE
Iniziata quasi per gioco,
la Sagra
del Fior di Latte e dei prodotti tipici agerolesi si svolge ad agosto, nella
frazione di Pianillo, ormai da 25 anni. Sono i deliziosi assaggi di freschi
bocconcini di latte che attirano i visitatori, perchè si sa che Agerola è
famosa per la sua produzione casearia; ma a stupire sono le gustose varianti sul
tema latticini ed i menu della cucina locale, sintesi di essenzialità e
genuinità, di tradizione ed estro creativo. Indiscusso protagonista di questa
manifestazione è il fior di latte. Ha un sapore fresco e leggermente acidulo,
colore bianco con sfumature paglierine, e si presenta privo di crosta, avvolto
in una pelle tenera, liscia e lucente che racchiude una pasta a struttura
fibrosa, a foglie sottili, morbida e leggermente elastica, che rilascia un
liquido lattiginoso. Il fior di latte si fa con latte vaccino intero di prima
scelta proveniente da una o più mungiture successive nell'arco di sedici ore,
latte che viene consegnato crudo al caseificio entro ventiquattro ore dalla
prima mungitura. La lavorazione è la stessa che si usa per la mozzarella
vaccina: riscaldamento del latte, coagulazione mediante aggiunta di caglio di
vitello, aggiunta di sieroinnesto derivante dalla lavorazione di latte vaccino
crudo, rottura della cagliata e successiva maturazione, aggiunta di acqua quasi
bollente durante la filatura, mozzarella a mano o meccanica, raffreddamento in
acqua, salatura e confezionamento. Ciò che rende diverso il fior di latte
agerolese dalla mozzarella è la forma, che può variare - tondeggiante, con
testina, nodino, treccia e parallelepipedo - e la consistenza della pasta. Il
segreto per ottenere un prodotto di prima qualità, ci racconta Vincenzo Fusco
del caseificio "La montanina", è individuare il momento giusto per iniziare
la filatura, che della lavorazione è la fase cruciale: è qui che si mettono in
luce la perizia e l'esperienza del casaro. E ad Agerola esperienza e perizia
non mancano di certo. Il Provolone del Monaco, denominazione d'origine
protetta, ne è un ulteriore esempio.
IL PROVOLONE DEL MONACO
La vacca Agerolese rischia l'estinzione. E' dal latte di questa rara e
pregiata varietà bovina, allevata esclusivamente nel territorio dei Monti
Lattari e della Penisola Sorrentina, che si produce il provolone del Monaco Dop.
Un formaggio stagionato per almeno 180 giorni, sapore piccante, pasta morbida ma
consistente. Ma che c'entra il Monaco? Quando i collegamenti di terra tra i
Monti Lattari e Napoli erano
difficili, il trasporto dei provoloni avveniva via mare e il carico sulle
imbarcazioni a remi si faceva nel cuore della notte. Immaginate, quindi, questi
contadini improvvisati commercianti che arrivavano dalle montagne fin sulle
spiagge portando a dorso di mulo il prezioso bagaglio di formaggi, infagottati
in mantelli simili a sai monacali che li riparavano dal freddo e dall'umidità
del mare e della notte. Quando, sbarcati a Napoli alle prime luci dell'alba,
facevano la loro apparizione ai mercati accanto al porto, la gente usava
chiamarli monaci, ed il loro formaggio di montagna "Provolone del Monaco".
Allevatori e produttori, grazie anche al prezioso sostegno della Comunità
Montana, hanno di recente istituito un Presidio del Provolone del Monaco.
Esiste, ed è forte, la volontà di salvare le vacche Agerolesi dall'estinzione. La
mobilitazione è stata generale: amministrazioni locali, Asl e veterinari hanno
fornito la loro collaborazione, e si è riusciti a portare il numero delle
vacche da
75 a
150 capi. Duplice obbiettivo del Presidio è sostenere l'allevamento di
questa razza e valorizzare il Provolone del Monaco, consentendogli di
distinguersi dagli altri provoloni e di spuntare un prezzo più elevato. Occorre
raccogliere il poco latte Agerolese e lavorarlo in purezza, sebbene ciò
comporti uno sforzo produttivo non indifferente. Il premio ricevuto, a fronte di
quest'impegno, è l'eccezionale livello qualitativo del prodotto finale. Che
vi consiglio, a questo punto, di assaggiare.
Il SENTIERO DEGLI DEI
E' il sentiero più famoso di Agerola, simbolo della congiunzione dei Monti
Lattari con
la Costiera Amalfitana.
Si parte dal piccolo centro abitato di Bomerano, posto a circa
650 metri
s.l.m. nel versante sud dell'Altopiano di Agerola, e, dopo un viaggio di tre
ore circa, si giunge a Postano, quasi un tuffo nel mare lmpido del Tirreno. Colpiscono immediatamente gli
incantevoli scorci panoramici sulla costa, su Capri ed il Cilento, ed è questa
la principale attrattiva del sentiero, ma non trascurate, durante il percorso,
di osservare le coltivazioni, disposte sui caratteristici terrazzamenti lungo i
pendii, che offrono una visione interessante dell'agricoltura della zona. Il
sentiero è segnalato e praticabile anche dai meno esperti, parte dalla piazza
di Bomerano e scende nella lama per poi risalire fino alla Grotta Biscotto. Le
piccole costruzioni rupestri disposte lungo il sentiero erano le casette dei
contadini quando, in passato, si veniva a trascorrere l'intera giornata in
campagna per dedicarsi alle coltivazioni. La strada prosegue lineare fino alla
sella di Colle Serra, punto d'eccezionale interesse panoramico, e a Nocelle,
prima frazione di Postano. Di qui si cammina fino a Montepertuso da cui inizia
la discesa verso Positano.
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